XXXVI

By Francesco Beccuti

Potessi io pur con dolci rime e belle

de le vostre eccellenze ornar le carte,

come affaticherei l'ingegno e l'arte

per darvi grido in queste parti e in quelle;

ma, perché ognor di voi lodi novelle

io mostri al mondo in più d'un foglio sparte,

del vero adombro la millesma parte

e l'arene contar cerco e le stelle.

Meglio è dunque tacer quel ch'ognun vede,

che far del vostro ricco fregio ed alto

in sì povero stil sì bassa fede:

se col dito vi mostro, assai v'esalto,

e se penna più su volar si crede,

d'Icaro tema e di Fetonte il salto.