XXXVI

By Giovanni Alfonso Mantegna

Se mai in bell'alma ebbe sincera fede

dolce, grato, cortese, almo ricetto,

Formina mia gentil, nel vostro petto

trovar devrìa lieta e tranquilla sede,

perché quando quel sol da me si vede,

che fa sovente a l'altro ira e dispetto,

tosto il misero cor, lasso, è costretto

arder nel suo splendor ch'ogn'altro eccede;

e 'l biondo crin e la serena fronte,

l'arcate ciglia e le vermiglie rose,

e' vaghi accenti ognor mi fanno guerra.

E perc'ha il cielo in voi sola congionte

le grazie, che finor son state ascose,

costretto i' son d'amar voi sola in terra.