XXXVI.
Quanti celibi e quanti al mar consegna
La cupidigia de' mortali! Quanti
Ne spinge in guerra all'altrui danno e a i pianti
Crudele ambizíon quando si sdegna!
Quanti ne le città la turpe insegna
Seguon d'ozio inimico a i nodi santi!
E tu perversa età quei lodi e vanti;
E noi sol gravi di calunnia indegna?
Noi poche Verginelle a cui la face
Di caritade accende il divin lume;
E penitenza e solitudin piace?
Noi che supplici ognor davanti al Nume
Sul popolo invochiam dovizia e pace,
E custode a le leggi aureo costume?