XXXVI

By Remigio Nannini

Qualor a rimirar l'anima intenta

Le divine alme si rivolge e sale,

Sensibil cosa dispregiando, o quale

Il variar del cielo e provi e senta,

Resta la sua virtù come uom che tenta

Guardar nel sol col suo veder mortale,

Che lume non essendo agl'occhi uguale,

Inferma rende la lor luce e spenta.

In questo stato son, quando desio

Cantare in dolci et onorati accenti

Gl'occhi che son cagion che mai sempre arda,

Però s'io taccio è sol ch'a quelle ardenti

Luci è la lingua come quando guarda

L'occhio nel sole, o l'intelletto in Dio.