XXXVI

By Auteur inconnu

Donne, no’ siamo erbolai

de’ miglior che fussin mai.

No’ vegnàn sin di levante

dove son l’erbe preziose,

e abbiam recate tante

cose degne e virtuose:

abbiam fra l’altre cose

da far fare figliuoli assai.

Noi abbiam di piú ragioni

di testicoli perfetti,

calcatreppi e maceroni,

cennamo e melaghetti;

certi stinchi marinetti:

nel vin bianco gli berai.

Abbiam gengiavi soprani

e dell’ebaro da bere,

e scarcoffi ciciliani;

e del muschio usiàn tenere

per lavorare il podere

dì e notte s’ tu vorrai.

No’ abbiam mèl depurate

che fa ’l latte ritornare;

e mandragole provate

per le donne ingravidare:

tutto sta poi nel menare

quando in corpo tu l’arai.

Quando egli è rannugolato,

che gli è il tempo delle piove,

donne belle, e’ c’è vietato

far con voi simile pruove:

sottilmente cerchiàn dove

più si fa per gli erbolai.