XXXVII

By Agnolo Firenzuola

Donna gentile, al cui valor l'impero

Poco saria dello emisperio nostro,

Dunque verrete pure all'orto vostro,

Come accennaste, e com'io fermo spero?

Vedran questi occhi miei l'òr saldo e 'ntero,

Gli smeraldi, i rubin, le perle, e l'ostro,

Le margherite, e tutto il ben che ha mostro

Il ciel tra noi mortai santo e sincero?

Non già ch'io creda, anzi ancor temo, ahi lasso,

Che Fortuna la ruota in giù non volga,

De l'invidia mercé, che vuol ch'io caggia.

Deh chiudi, Amore, a quella iniqua il passo,

Tienla, santa pietà, che la non tolga

Da così pio pensier la mia Selvaggia.