XXXVII

By Giovanni Alfonso Mantegna

Se contro del mio cor la tua faretra

sgombrasti, Amor, per farmi eterno albergo

d'acerba doglia, ond'ho posto io da tergo

quanto per forza di ragion s'impetra,

come non rompi la gelata pietra

de la mia donna, per cui tante vergo

pietose note e col voler pi` m'ergo

a pregar lei, né però mai si spetra?

Rendimi una sol volta il chiaro lume

di quei begli occhi e di quel vago aspetto,

onde di dolce foco arder mi sento,

e, visto il santo e 'l suo divin costume,

torna a farmi di duol nuovo ricetto

raddoppiandomi ognor pena e tormento.