XXXVII

By Giovanni Della Casa

Or piagni in negra vesta, orba e dolente

Venezia, poi che tolto ha Morte avara

dal bel tesoro, onde ricca eri e chiara,

sì preziosa gemma e sì lucente.

Ne la tua magna, illustre, inclita gente,

che sola Italia tutta orna e rischiara,

era alma a Dio diletta, a Febo cara,

d'onor amica e 'n bene oprar ardente.

Questa, angel novo fatta, al ciel sen vola,

suo proprio albergo, e 'mpoverita e scema

del suo pregio sovran la terra lassa.

Bene ha, Quirino, ond'ella plori e gema

la patria vostra, or tenebrosa e sola,

e del nobil suo Bembo ignuda e cassa.