XXXVII

By Giuseppe Parini

O del vetro più chiaro, ameno fonte

degno di dolce vin, cinto di fiori,

domane avrai un caprettin, cui fuori

spuntan le prime corna in su la fronte.

Indarno ei mostra le sue voglie pronte

ora a l'aspre tenzoni, or agli amori,

poichè avverrà che i gelidi liquori

del suo sangue vermiglio esso t'impronte.

Te l'ore atroci dell'ardente Cane

non san toccar; tu doni a' tauri, lassi

d'arare, amabil fresco, e al vago armento.

Però tra l'altre andrai chiare fontane;

ch'io l'elce canterò ch'ombreggia i sassi

cavi, onde scorre il tuo loquace argento.