XXXVII

By Remigio Nannini

O s'uguali al voler, beate e care

Luci amorose, in cui si scorge e vede

Quanto dar possa il ciel di bello, e diede,

Quanto mai tolser l'empie Parche avare,

Fosser le voci al mondo altere e chiare,

E di pregio maggior sareste erede,

E come vostra luce ogni altra eccede,

Come sole d'onor di fama rare:

Ma perché poca nebbia oscurar suole

Del figliuol di Latona i raggi e 'l seggio,

E spesso tutto il ciel imbruna e 'nfosca,

Però temendo con le mie parole

L'alta e chiara beltà far bassa e fosca,

Tacendo adorerò quel ch'in voi veggio.