XXXVIIa

By Guido Cavalcanti

A ciascun'alma presa e gentil core

nel cui cospetto vèn lo dir presente,

in ciò che mi rescrivan suo parvente,

salute in lor segnor, cioè Amore.

Già eran quasi che atterzate l'ore

del tempo che onne stella n'è lucente,

quando m'apparve Amor subitamente,

cui essenza membrar mi dà orrore.

Allegro mi sembrava Amor tenendo

meo core in mano, e ne le braccia avea

madonna involta in un drappo dormendo.

Poi la svegliava,e d'esto core ardendo

lei paventosa umilmente pascea:

appresso gir lo ne vedea piangendo.