XXXVIII

By Agnolo Firenzuola

Se ben già avenne che alcun mio bel fiore

Spargesse odor ugual quasi al Sabeo,

De' quali i frutti e l'attico e l'ibleo

Mèle avanzasser poscia col sapore;

Allo alveario mio non era ancore

L'ignavo fuco in atto invido e reo

Asceso; quel ch'ogni officio suo feo,

Allor che pose un velo all'altrui onore.

E cotal tratti sempre, o vecchia Etruria,

Le belle piante, se fiorir le vedi,

Che forza è lor produrre i frutti altrove?

Dunque torcete, o poco accorti piedi,

I passi dal terren, dove onta e 'ngiuria

Son guiderdon de le ben fatte prove.