XXXVIII

By Benedetto Biffoli

Alta pianta e vivace, in cui mie vita

la notte e 'l giorno si confida e spera,

ognor pensando alcuno oggi quel ch'era,

ratto per te la grande iscal salita.

E per te fama in quel, con lucro unita,

né cerca mai se non tuo gloria vera;

zona d'aüro ornata, forte e 'ntera

ognor ti cigne, né mai fa partita.

Degna laud'è il maggior far grande il servo,

e conservarlo è gran magnificenzia:

minimo son de' tuoi, non mai protervo,

e mai non fu se non buona sennenzia.

D'ogni onor privo son; mal passò acervo

in me contro a ragion grave sentenzia.

Corre tale infruenzia

con aspra, amara vita al cieco e sordo.

Il Biffol tuo buon servo ti ricordo.