XXXVIII
Alta pianta e vivace, in cui mie vita
la notte e 'l giorno si confida e spera,
ognor pensando alcuno oggi quel ch'era,
ratto per te la grande iscal salita.
E per te fama in quel, con lucro unita,
né cerca mai se non tuo gloria vera;
zona d'aüro ornata, forte e 'ntera
ognor ti cigne, né mai fa partita.
Degna laud'è il maggior far grande il servo,
e conservarlo è gran magnificenzia:
minimo son de' tuoi, non mai protervo,
e mai non fu se non buona sennenzia.
D'ogni onor privo son; mal passò acervo
in me contro a ragion grave sentenzia.
Corre tale infruenzia
con aspra, amara vita al cieco e sordo.
Il Biffol tuo buon servo ti ricordo.