XXXVIII

By Giosue Carducci

Ecco: di braccio al pigro verno sciogliesi

ed ancor trema nuda al rigid'aere

la primavera: il sol tra le sue lacrime

limpido brilla, o Lalage.

Da lor culle di neve i fior si svegliano

e curiosi al ciel gli occhietti levano:

in quelli sguardi vagola una tremula

ombra di sogno, o Lalage.

Nel sonno de l'inverno sotto il candido

lenzuolo de la neve i fior sognarono;

sognaron l'albe roride ed i tepidi

soli e il tuo viso, o Lalage.

Ne l'addormito spirito che sognano

i miei pensieri? A tua bellezza candida

perché mesta sorride tra le lacrime

la primavera, o Lalage?