XXXVIII

By Giovan Battista Nicolucci

In questo dubbio di lasciar la vita,

vita mia dolce, finché qua vi veggio,

con qualche atto, o parola, od altro, i' cheggio

che ristoriate mia virtù smarrita.

Per me non basto a procacciarmi aita;

voi vedete il mio meglio, e i' provo il peggio.

Se gran cosa da voi sperar non deggio

una ben lieve fia da me gradita.

I' non l'avrò, voi non la scoprirete.

Nol saprà alcun; non è segno d'inchiostro,

non detti o fatti o cenni, e che volete?

Questa, se mai m'aggiunge, i sensi oppressi

levar può al ciel. Questa è che il pensier vostro

nel vostro esser lontana a me v'appressi.