XXXVIII
Quel vano, che per nome è ditto Amore,
scolpito ho visto in forma d'nom mortale,
ignudo e cieco con l'aurato strale,
fanciullo con dui al d'ogni colore.
Per quanto scerno, el mundo è in grande errore,
ch'un fanciullin non può aver dure ale,
e quale è cieco al trar più volte fale,
et uom ch'è ignudo rar sente calore.
Dunque, non è colui l'amor ch'io sento
che m'arde, che me vulnera e mi strazia,
se ben si nota el mio chiaro argomento.
Saper vorrei da te, dal qual si spazia
ogn'almo effetto, dov'à 'l suo contento
e quale è Amor, ch'altri bramando sazia.